Stampare i biglietti da visita: i fattori da considerare

01 Dic 2017 | Branding, Comunicazione, Grafica, Progettazione grafica, Stampa

Spesso su questo blog abbiamo trattato argomenti riguardanti il branding, ovvero ciò che concerne il marchio e le sue applicazioni. Con il post di oggi mi piacerebbe proseguire idealmente questo concetto guidandovi in un momento molto importante in tal senso. Si tratta del momento in cui ci si appresta a stampare i biglietti da visita.

Ci sono due fattori fondamentali, infatti, che andrebbero considerati al momento della stampa. E questo vale per i biglietti da visita ma anche per la carta intestata, le brochure, le cartoline… tutti quei materiali, insomma, che veicoleranno il vostro marchio per via cartacea.

Cosa bisogna considerare allora quando si stampa la propria immagine coordinata?

  • La resa dei colori
  • La scelta della carta

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Stampare i biglietti da visita: la resa dei colori

Quando si manda in stampa un progetto c’è sempre una grossa incognita: i colori in stampa saranno fedeli a quello che vedo a monitor? Spesso, purtroppo, la risposta a questa domanda è un secco “no”. E le possibili cause sono in realtà numerose.

In primo luogo bisogna considerare che il monitor ed la stampa funzionano con due metodi diversi. Avevamo già accennato al metodo di colore in quest’articolo, parlando del fatto che le immagini di tipo RGB non sono adatte alla stampa. In questo caso, però, non sto parlando di immaginette scaricate dal web, ma di file ottimizzati per la stampa che comunque potrebbero non rendere come dovrebbero. Oltre alla differenza fra monitor e carta stampata, poi, vanno considerati i tipi di stampa, di finitura, la carta scelta e la qualità di stampa.

Come si fa allora a divincolarsi da questo problema? Ci sono due possibili soluzioni.

  1. Scegliere i colori da una mazzetta Pantone, ovvero un sistema di catalogazione di inchiostri divenuto ormai uno standard mondiale. Il metodo consiste nel consultare uno dei tanti cataloghi, divisi principalmente per brillantezza, che l’azienda mette a disposizione e scegliere così i propri colori aziendali vedendo già il risultato che avranno in stampa.
  2. Chiedere una prova di stampa. Metodo sicuramente più economico del primo, che qualche fornitore include già nel prezzo e che, pur essendo meno ortodosso del primo, permette comunque di evitare brutte sorprese.

Stampare i biglietti da visita, la scelta della carta

Destreggiarsi fra i tanti tipi di carta non è facile. Se si ha tenuto fra le mani un catalogo di carte almeno una volta, se ne può avere una vaga idea. Tuttavia ci sono un paio di parametri che possono aiutare a distinguere le une dalle altre:

  • la grammatura;
  • la finitura.

La grammatura

La grammatura, come è facile intuire dal nome, non è altro che il peso della carta. Convenzionalmente si riferisce al peso di un metro quadro di carta, e determina lo spessore del foglio. Le carte più diffuse sono:

  • la carta di giornale – leggerissima e molto deperibile (30/50 g);
  • la carta per la stampante – leggera e abbastanza resistente (90/120 g);
  • la carta per stampare i biglietti da visita e le cartoline – semirigida e resistente (150/350 g);
  • il cartone – rigido e molto resistente (grammatura superiore ai 350 g).

La finitura

Per finitura si intende l’aspetto che la carta assume secondo il tipo di lavorazione e materiali con i quali è stata ottenuta. I tipi più diffusi di finiture sono:

  • carta uso mano – superficie porosa e con una buona assorbanza dell’inchiostro;
  • carta patinata – la superficie viene lucidata grazie appunto ad una patina e può essere lucida oppure opaca;
  • carta riciclata – viene realizzata riutilizzando le fibre ancora intatte di carta già utilizzata.

Oltre a questi tipi, esistono poi una serie di carte speciali con caratteristiche uniche e specifiche di ogni cartiera.

La stampa perfetta

Scegliere il colore giusto e soprattutto la carta resta comunque un lavoro impegnativo, e che spesso richiede anche una buona dose di esperienza. Tuttavia l’ideale sarebbe sempre quello di avere tra le mani un campione così da poterlo osservare alla luce e in penombra, tastare, annusare… Insomma, la carta non è solo un supporta per il logo, ma è anche qualcosa che parlerà di voi e della vostra azienda.

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