Web copywriting: 4 fattori da considerare per favorire la lettura

Quando ci si avvicina al web copywriting si rischia di incorrere nell’errore di scrivere testi per i robot. Mi spiego meglio: scrivere un testo web è qualcosa che non può prescindere da un’analisi SEO. Quello che però troppo spesso ci si dimentica è che l’ottimizzazione per i motori di ricerca serve per far arrivare il lettore al sito. Sarà, però, proprio il lettore a fruire delle pagine web, e va quindi riservato proprio a lui un occhio di riguardo.

4 fattori da considerare per favorire la lettura nel web copywriting

Web copywriting per gli umani: 4 mosse per farlo bene

Quali sono i fattori che rendono “umana” la redazione di un testo? Analizziamo quattro punti fondamentali:

  • le esigenze del lettore
  • l’interattività
  • il registro
  • gli errori da evitare

Le esigenze del lettore

Le esigenze che contraddistinguono il cyber-lettore, molto diverso dal lettore tradizionale, sono per lo più legate alla facilità ed alla velocità con cui ci si muove tra le informazioni nel web. In particolare, è bene considerare i seguenti tre punti.

  1. Il lettore ha fretta sempre e comunque. Anche di domenica, anche in piena notte, il nostro lettore corre. Corre proprio come le informazioni nel web, e come corre dietro l’angolo il pericolo che passi, con la stessa velocità, ad un altro sito. I testi per il web devono quindi essere brevi ed arrivare subito al dunque.
  2. Il lettore non arriva dalla home page. Nella quasi totalità dei casi, infatti, chi atterra sul nostro sito lo farà da una pagina interna, magari una paginetta dell’ultimo livello di navigazione. È bene quindi ricordarsi, in ogni pagina, di essere molto specifici quando si fa del web copywriting. Ricordare chi è che scrive, la data dell’ultimo aggiornamento del sito ed il settore di cui si occupa l’azienda proprietaria del sito web, ad esempio, sono le fonadmenta di una buona scrittura per il web.
  3. Il lettore non ha voglia di leggere. Sembra un paradosso ma è così. Il nostro caro lettore, personaggio frettoloso e distratto, è anche parecchio svogliato. E come aiutarlo? Il taglio giornalistico facilita la lettura, e nello specifico quando è composto da un titolo che riassume l’intero concetto ed una serie di sottotitoli che hanno il compito di organizzare le informazioni e renderle di facile reperimento. Elenchi puntati, grassetti e spazi fra i paragrafi vanno usati, seppur sempre senza esagerare. Ad aiutare sono anche le frasi brevi, di una ventina di parole in media.

L’interattività

Siamo nel web, ed è bene non dimenticarlo. E se c’è qualcosa che contraddistingue il web meglio di tutte le altre è l’interattività. Quando si fa del web copywriting è buona regola considerare, oltre alla lunghezza, la profondità, ovvero i vari livelli che si snodano a partire da una serie di link. Il vantaggio dell’interattività, infatti, è proprio quello di arricchire il testo di informazioni senza appesantire la pagina corrente. Spazio quindi ai link ipertestuali, agli indirizzi mail cliccabili e a tutto ciò che, in un qualunque modo, coinvolge il lettore.

Il registro

A scuola ci hanno insegnato a tenere un registro formale quando si interagisce con degli sconosciuti. Quando si scrive per il web, però, questa regola viene meno. Il registro nei siti internet deve essere fresco, colloquiale e, laddove possibile, amichevole. Meglio rivolgersi al lettore con un secco “tu” piuttosto che con un pesante “lei” e parlare di sé con un bel “noi” evitando le pesantissime espressioni da brochure anni ’80.

Gli errori da evitare

In primis ci sono gli errori di grammatica e i cosiddetti refusi. Certo, correggere un errore in un sito è molto più semplice e meno dispendioso rispetto ad un materiale cartaceo. Tuttavia questo non significa che trovare parole scritte male, errori di digitazione o frasi non particolarmente comprensibili sia meno fastidioso. Mettere il lettore in condizione di interpretare il testo vuol dire complicargli la lettura, e per un personaggio pigro significa metterlo in fuga.

Ci sono poi alcune sottigliezze che, pur non essendo propriamente errori, possono risultare fastidiose. Ad esempio le sigle. Certo sembra strano pensare che non tutti conoscano il significato di ONU, UE o INAIL, tanto per citarne alcune, ma è comunque sempre meglio indicare anche la loro versione estesa, magari proprio con un link. Occhio quando si scrivono date e ora: sempre meglio considerare che l’ordine giorno/mese/anno cambia secondo le lingue. Per quanto riguarda neologismi ed inglesismi solo una preghiera: siate parsimoniosi.

 

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