E-mail marketing: uno sguardo su uno strumento di successo
Che si tratti del nostro marketplace preferito, di un sito di coupon o magari del negoziante sotto casa, tutti quanti riceviamo ogni giorno una notevole quantità di DEM (Direct E-mail Marketing). Ma perché le aziende scelgono questo strumento? Si tratta davvero di un mezzo efficace?

E-mail marketing: si tratta davvero di un mezzo efficace?
Una risposta esaustiva a questa domanda non esiste. Quel che è certo, però, è che se aziende come Amazon o Groupon scelgono di utilizzare l’e-mail marketing è perché ne traggono vantaggio. Per analizzare i potenziali profitti di questo tipo di comunicazioni, vi propongo qualche numero:
- il 91% degli utenti controlla la propria casella di posta elettronica almeno una volta ogni 24 ore;
- il 72% degli utenti si è registrato ad almeno un servizio per ricevere sconti via mail, ed il 70% utilizza un coupon a settimana;
- il 66% degli utenti completano un acquisto a seguito della ricezione di una e-mail;
- il 70% degli utenti dichiara di aprire sempre le e-mail provenienti da marchi conosciuti;
- il 92% di tutte le aziende utilizza l’e-mail marketing.
(Fonte: benchmarkemail.com/)
Si tratta senza dubbio di numeri interessanti, specie per aziende che sono all’inizio della propria attività o che vogliono aumentare il proprio fatturato.

I vantaggi del marketing via e-mail
Come molti strumenti online, l’e-mail marketing è senza dubbio economico. Questo non vuol dire gratis, ma vuol dire che rispetto ad un investimento iniziale il ritorno è molto alto. Sempre Benchmarkemail.com ha stimato che si parla in media di 40 $ di ritorno per ogni dollaro speso.
Si tratta in secondo luogo di uno strumento incredibilmente flessibile. Pensate ad esempio a quanto le e-mail che ricevete sembrano scritte su misura per voi: è un caso? Naturalmente no. Per ogni mail viene studiato il target di destinazione, e di conseguenza sconti e offerte sono indirizzati a utenti potenzialmente interessati.
Altro vantaggio importante del marketing via mail è la possibilità di tracciare le comunicazioni. Vale a dire che per ogni mail mandata si hanno a disposizione una quantità notevole di informazioni, che saranno utili per migliorare e profilare sempre di più le successive campagne. Ecco qualche esempio di cosa è possibile monitorare:
- il numero di mail consegnate;
- il numero di mail cestinate senza essere lette;
- il numero di mail aperte;
- il numero di click effettuati (ad esempio sul sito o sul tasto “ACQUISTA ORA”);

Alcune controindicazioni
In quest’ultimo paragrafo ho volutamente evitato il termine “svantaggi” non tanto perché voglia convincervi dell’efficacia dell’e-mail marketing, quanto perché “controindicazioni” mi sembrava più adeguato. Si tratta infatti di due punti essenziali:
- evitare di far finire le e-mail in spam;
- considerare che, seppure si tratta di uno strumento semplice e molto profiquo, richiederà l’impiego di molte risorse.
Lo spam
Dire che le campagne via e-mail sono un mezzo inflazionato è senza dubbio corretto. La corsa all’interesse dell’utente porta tutte le aziende a cercare di accaparrarsi qualche minuto di attenzione, e così ci si trova le caselle di posta vistuale spesso intasate da centinaia di comunicazioni. Per far fronte a questo problema i filtri anti-spam, che spostano le e-mail indesiderate in una cartella secondaria dove non verranno mail lette, sono in continuo miglioramento.
Hanno un funzionamento a punteggio per il quale ad ogni e-mail viene dato un valore. In base ad una serie di parametri come la serietà del server da cui proviene ed alcune analisi effettuate sul contenuto, i filtri scelgono se si tratta o meno di spam. Non è mia intenzione fornirvi una guida, che oltretutto sarebbe difficile redarre in poche righe, ma qualche indicazione da tenere a mente c’è. Ecco alcuni consigli:
- l’indirizzo di provenienza – evitate mittenti del tipo “sconti@ilmiosito.it”, meglio un nome di persona o qualcosa di generico come “info@ilmiosito.it”;
- attenzione all’oggetto – titoli troppo sensazionalistici, con punti esclamativi e parole come “offerte”, “sconti”, “occasione imperdibile” eccetera, vengono rilevati dai filtri anti-spam e abbassano il punteggio della mail;
- poche immagini e leggere – assolutamente da evitare i messaggi senza contenuto testuale: le immagini vanno bene ma sono un plus, e devono essere il più possibile leggere.
Le risorse
Fare del buon e-mail marketing richiede tempo. È infatti necessario, se si vuole avere un buon ritorno, fare dei test per studiare l’oggetto migliore, il testo migliore, l’orario migliore… Saranno necessarie risorse per la parte grafica e per ottimizzare il codice HTML (ebbene sì, anche le e-mail sono scritte in HTML). Servirà tempo per creare delle liste di contatti e per fornire assistenza almeno 8 ore al giorno. Va inoltre previsto un budget minimo per l’acquisto di servizi per l’invio multiplo.

Per concludere
Alla luce delle considerazioni appena fatte, la bilancia pende decisamente in favore del marketing via e-mail. Stando infatti alle statistiche ed ai vantaggi, il potenziale di questo strumento sembra essere quasi ovvio. Le controindicazioni, d’altra parte, si risolvono in semplici accorgimenti che possono solo aiutare la campagna a decollare.
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