Scegliere il font giusto? Ecco le principali differenze

Chi segue questo blog dai suoi albori ricorderà l’articolo in cui parlavo di come scrivere una lettera. In quell’occasione promisi che sarei ritornata sul discorso font (o carattere, che dir si voglia). Ecco allora che nel post di oggi ho scelto di parlarvi proprio di questo, cercando di essere utile a tutti coloro che, non essendo addetti ai lavori, si trovano a dover scegliere il font giusto.

Iniziare a conoscere i caratteri per scegliere il font giusto

Per scegliere il font giusto bisogna imparare a distinguerli

Per prima cosa è utile capire quali sono le caratteristiche che distinguono i vari font. In particolare:

  • il tipo;
  • il peso;
  • l’inclinazione.

Il tipo

Si tratta della caratteristica primaria di un carattere tipografico. Esistono principalmente tre macro categorie, ovvero font bastoni, font graziati e font script. I font bastoni (o sans serif) sono quelli le cui aste, come ad esempio la barretta della “I”, finiscono in modo netto, senza il trattino terminale (si veda a proposito il font Arial). Questi trattini terminali, perpendicolari all’asta principale e detti “grazie”, sono appunto quelli che determinano un font graziato (o serif). Un esempio è il Times. L’ultima macro area, quella degli script, si riferisce invece a quei caratteri che simulano la calligrafia manuale.

Il peso

In tipografia, con il termine “peso” ci si riferisce allo spessore delle aste che compongono il carattere. Dalla più sottile alla più spessa, solitamente si trovano i seguenti pesi:

  1. hairline o thin;
  2. extra-light;
  3. light;
  4. semi-light;
  5. regular;
  6. semi-bold;
  7. bold;
  8. extra-bold;
  9. black.

Non tutte le famiglie di font, tuttavia, hanno tutti i passaggi elencati. Un buon font, che prevede una scelta varia in questo senso è il Lato, un font bastoni creato negli ultimi anni e messo a disposizione gratuitamente da Google.

L’inclinazione

Con il termine inclinazione ci si riferisce esattamente all’orientamento delle singole lettere rispetto al loro asse verticale. Le principali sono:

  1. Oblique, ovvero un carattere regular inclinato digitalmente senza l’intervento del designer;
  2. Italic, cioè un font ridisegnato per essere inclinato e simile al corsivo, in cui alcune lettere hanno una forma totalmente diversa rispetto al regular (si veda il Times regular e il Times italic).

Esistono poi i font Backslanted, che invece di essere inclinati verso destra sono inclinati digitalmente verso sinistra.

Come si fa a scegliere il font giusto?

L’argomento sui font è piuttosto ampio, così nelle prossime settimane continuerò a parlarvi di come distinguerli e come sceglierli. Se ti è piaciuto l’argomento CLICCA QUI per leggere la seconda parte.